Toxoplasmosi

La toxoplasmosi può essere asintomatica, anche se a volte compaiono sintomi come febbre, gonfiore dei linfonodi, ittero, ingrossamento del fegato o della milza e anemia; è possibile diagnosticarla tramite sofisticate analisi per stabilire se la donna abbia sviluppato anticorpi (quindi se abbia già contratto la malattia prima della gravidanza). Sarà quindi necessario ripetere mensilmente questi esami e, in caso di contagio, praticare le terapie adatte a minimizzare il rischio di trasmissione al feto; generalmente si tratta di terapie antibiotiche, da ripetere fino alla fine della gravidanza. Nelle prime settimane la possibilità di contagio fetale è molto rara, ma se si presenta il feto può riportare danni seri. Con l’avanzare della gravidanza, aumenta la possibilità di trasmissione ma diminuisce la possibilità che il feto riporti conseguenze gravi.
La prevenzione contro la toxoplasmosi consiste in alcune semplici regole. Innanzitutto, mangiare carne ben cotta, evitare insaccati, frutta e verdura cruda e lavare con cura le stoviglie che hanno contenuto carne cruda; quindi, se si possiedono gatti o si frequentano amici che ne possiedono, limitare il più possibile il contatto fisico ed evitare di curare personalmente la pulizia della lettiera. In caso ci si prenda cura del giardino, poi, è raccomandabile indossare guanti in quanto la terra potrebbe essere stata a contatto con le feci del gatto.
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